martedì 16 ottobre 2012

PRIME ESPERIENZE.

ESPERIENZE IN CANILE

Inizia così la mia esperienza reale e diretta con i cani, ma la parola giusta per definirmi era " imbranata",  avevo paura di prenderli nel modo sbagliato, di tirarli nel modo sbagliato, di farli scappare dalle gabbie...insomma non sembravo certo, e non lo ero, il volontario ideale che potesse dare un valore aggiunto a chi era già lì.
L'intenzione mia e di mio figlio era quella di vedere, un po' più sul campo, i comportamenti dei cani e piano piano cominciare a capire il loro linguaggio, qui però inizia anche la quasi tortura verso alcune volontarie alle quali puntualmente ogni volta che andavo al canile volgevo domande su ogni argomento canino, tipo: comportamenti in casa, con altre persone, con altri cani, con maschi e con femmine, e ancora e ancora...ma non le riporterò tutte per non tediare anche voi! Andavamo durante la settimana dopo la scuola, oppure al sabato o alla domenica e ci affidavano solitamente, considerata la nostra esperienza, cuccioloni, vecchietti, o cani conosciuti bene e assolutamente affidabili. Un personale serio che dava fiducia anche ad una inesperta come me. Una esperienza che consiglio a tutti coloro che hanno intenzione di adottare un cane, non bisogna prendere il cane sbagliato, sono importanti la vostra esperienza e il vostro modo di vivere, solo così si può iniziare una convivenza piacevole. Ogni tanto arrivava al canile qualche cagnolina che sembrava avere le caratteristiche giuste per la nostra famiglia, ma non era ancora il momento giusto, eravamo poco in casa e non saremmo riusciti ad offrire la dovuta attenzione alla nuova arrivata. Parlo al femminile, perchè uno dei consigli che ci era stato dato era di prendere una femmina, più dolce, affettuosa, meno aggressiva con gli altri cani, con minor senso del territorio e soprattutto...meno impegnativa nelle passeggiate per i bisogni (mi dissero che le tappe per una pipì maschile erano infinite ed ogni angolo un vespasiano assicurato!). Così ricordo di aver rinunciato a femmine dolcissime, mio figlio per esempio si era invaghito di Guendalina, una bellissima setterina bianca e nocciola, più tardi arrivò un'altra cagnolina da caccia, e quando dicemmo che neppure lei sarebbe stata presa, lo sconforto lo assalì.
Ricordo ancora la sua espressione delusa, amareggiata, ma soprattutto, erroneamente, convinta che i suoi genitori avessero detto delle grandi bugie e lo avessero illuso fino a quel momento. 
Ma tranquilli, non era così, non lo avremmo mai fatto!
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